giovedì 17 ottobre 2013

Il mondo dei minerali

Iniziamo col definire cos'è un minerale: un minerale è un solido cristallino che si è formato prevalentemente con un processo inorganico, esprimibile attraverso una formula chimica avente delle proprietà fisiche con valore costante.
salgemma
Non sempre i minerali riproducono a livello macroscopico la forma del reticolo di base, questi sono setti amorfi. Comunque sia i vari "mattoncini" (cioè le celle elementari) che compongono la struttura del solido possono essere tenute insieme da forze diverse, secondo cui i minerali sono classificati come: covalenti, ionici, metallici, molecolari.
Diversa può essere anche la loro formazione: cristallizzazione da soluzioni magmatiche (raffreddamento) o soluzioni acquose (evaporazione solvente), per raffreddamento di vapori, per reazioni avvenute tra gas, cristallizzazione da fasi amorfe (ad esempio aumento della pressione), attività degli organismi.
fluorite
I minerali possono avere varie proprietà fisiche come il colore, densità, lucentezza, temperatura di fusione, colore della polvere (polvere che si produce sfregando il minerale su una superficie abrasiva), sfaldatura (capacità di essere trasformato in lamine) e durezza (capacità di un minerale di inciderne un'altro, descritta nella scala Mohs).
quarzo (ametista)
A volte due minerali con stessa composizione chimica hanno diverso reticolo cristallino, questo fenomeno è detto polimorfismo ne è un esempio il carbonio che si manifesta come grafite o come diamante. L'isomorfismo avviene quando all'interno dello stesso reticolo ioni di diversi elementi si possono sostituire a vicenda, il caso più comune è la sostituzione del silicio da parte dell'alluminio nei silicati.

domenica 6 ottobre 2013

Dai primi istanti a.. oggi!

Come promesso ecco la lunga storia del nostro pianeta, sotto il punto di vista geologico.

Circa 4.6 miliardi di anni fa una nebulosa rotante di gas e polveri iniziò a contrarsi. La parte centrale iniziò a scaldarsi e formò il protosole, intorni si formarono i protopianeti per l'agglomerazione di polveri e frammenti. Questi col pasare del tempo formarono i  pianeti che oggi conosciamo.
La temperatura della Terra cominciò a scaldarsi a causa di:

  • una contiua 'pioggia' di planetesimi, specie di meteore che contribuirono nella formazioni di molti corpi celesti (energia cinetica -> energia termica);
  • pressione delle parti interne, causata dal peso dei materiali esterni;
  • la radioattività di elementi come uranio e torio.
La Terra conobbe quella che è stata nominata ''catastrofe del ferro": il ferro fuso, a causa della sua elevata densità, iniziò a spostarsi verso il centro aumentando così ancora la temperatura. Oltre al ferro anche gli altri materiali andarono stratificandosi.
La struttura interna della Terra la suddividiamo così:
  • la parte più esterna è la crosta terrestre (0-40 km). La parte continentale, formata soprattutto da granito, è meno densa (2,7) e più spessa di quella oceanica, formata soprattutto da basalto (densità 3). Gli elementi più diffusi sono ossigeno e silicio;
  • il mantello è la parte fluida intermedia, i cui elementi prevalenti sono ferro, ossigeno, silicio e magnesio;
  • il nucleo è diviso a sua volta in due: la parte esterna fusa a base di ferro e nikel e la parte interna a base di ferro solido. E' il nucleo a costituire il campo magnetica della Terra.
La conseguenza di questa zonazione è la diminuzione della temperatura interna ed esterna, grazie anche al calore degli elementi radioattivi disperso nell'atmosfera. 
Le continue eruzioni vulcaniche liberarono moltissimi gas e, mentre l'idrogeno più leggero sfuggì nello spazio, gli altri formarono la primordiale atmosfera.
Secondo gli scienziati i planetesimi contenevano anche ghiaccio e acqua, così quando la temperatura scese sotto la temperatura critica dell'acqua il vapore acqueo iniziò a condensarsi. Inoltre la minore temperatura permise la formazione della crosta terrestre.

mercoledì 2 ottobre 2013

Una lunga ed unica storia



Ho scritto di chimica e di biologia, è ora di cambiare! Vi parlerò di scienze della Terra e perchè non partire proprio dalla storia del nostro pianeta?

Ma prima.. una piccola introduzione! 
La Terra è un corpo celeste molto peculiare: nonostante i pianeti considerati terrestri (Marte, Venere, Mercurio e Terra) abbiano molte caratteristiche comuni, essi differiscono notevolmente per morfologia, diversa composizione atmosferica o della regolite (strato di materiali non compatti, come ciottoli o sabbia, che può avere diverse origini a seconda del corpo celeste in questione), presenza o meno di forme di vita e di acqua. Quest'ultimo in particolare è un carattere che manca negli altri pianeti e che sul nostro ha permesso la vita.
Ovviamente per arrivare al risultato che vediamo oggi la Terra ne ha passate tante e ha "vissuto" per moltissimo tempo. Questo è chiamato tempo geologico  e la disciplina che si occupa di questo tempo è la geocronologia.


Ora leggendo i nomi delle ere, eoni e periodi, mi sono chiesta perchè quei nomi strani, ho scoperto così che ognuno ha un significato e una propria storia. Eccovi un elenco:

Questi sono gli eoni di quello che era il Precambriano:
  • L'Adeano -> dal greco Ade, "Inferi": mondo dominato dal calore;
  • L'Archeano -> dal greco antico "Αρχή" (Arkhē), che significa "inizio, origine". In questo periodo si sono trovate le prime prove della vita;
  • Il Proterozoico  -> dal greco antico "proteron zoon" cioè primo vivente, è l'eone caratterizzato dalla prima abbondanza di forme di vita complesse sulla Terra;
Periodi del Fanerozoico ("vita visibile"):
  • Cambriano -> Cambria è il nome latino medievale del Galles, dove fu ritrovata la prima roccia risalente a questo periodo;
  • Ordoviciano -> deriva da una tribù gallese (gli Ordovici), fu definito da Charles Lapworth nel 1879 per risolvere una disputa tra i seguaci di Adam Sedgwick e di Roderick Murchison che avevano attribuito le stesse rocce del nord del Galles rispettivamente al Cambriano ed al Siluriano. Lapworth risolse la contesa proponendo un nuovo periodo, perché aveva riconosciuto che la fauna fossile negli strati oggetto della disputa era diversa sia da quella del Cambriano che da quella del Siluriano;
  • Siluriano -> dal nome dell'antico popolo gallese dei Siluri, nel cui territorio furono individuate le rocce sedimentarie tipiche di questa età;
  • Devoniano -> da Devon, contea dell'Inghilterra dove gli affioramenti di rocce di questo periodo sono abbondanti;
  • Carbonifero -> Il nome del Carbonifero deriva dal fatto che nei terreni formatisi in questo periodo sono molti diffusi i giacimenti di carboni fossili, in conseguenza del grande sviluppo delle foreste di preistoriche conifere;
  • Permiano -> prende il suo nome da quello dell'antico stato di Permia, in Russia.
  • Triassico -> l nome Triassico è stato coniato dal paleontologo Frederick von Alberti. Egli studiò le faune fossili delle Alpi, soprattutto in Germania dove sono facilmente distinguibili tre successioni rocciose caratterizzate da un diverso contenuto fossilifero (Buntsandstein - le più antiche, MuschelkalkKeuper - le più giovani). Il nome Triassico voleva pertanto rappresentare la tripartizione di questa sequenza temporale;
  • Giurassico -> Il nome deriva dalle montagne del Giura, in riferimento agli estesi calcari affioranti sul confine tra FranciaGermania e Svizzera. Alexander von Humboldt notò che questi calcari non erano inclusi nel sistema stratigrafico e li chiamò “Jurakalk”. La parola "Jura" deriva a sua volta dalla radice celtica jor, che significa foresta in riferimento al fatto che le montagne erano coperte di boschi;
  • Cretaceo -> Il termine Cretacico deriva dal latino creta, e fu definito come periodo indipendente dal geologo d'Halloy nel 1822 basandosi sugli strati gessosi del calcare bianco della depressione di Parigi, un deposito esteso e molto ricco di fossili, che caratterizza il Cretacico superiore.

Il nostro professore, spaventandoci, ha detto "nelle scuole come si deve i nomi si imparano a memoria e molti per aiutarsi creno delle filastrocche o delle canzoni".. e così... All Heart Time Song mi è sembrata carina.

giovedì 12 settembre 2013

Luce negli abissi

Sono una persona curiosa, soprattutto quando si parla di animali e piante, così a volte mi capita di leggere o vedere dei video di qualcosa di particolare e non molto conosciuto. Avevo già sentito parlare di bioluminescenza marina, ma non mi ero mai interessata, così ho cercato e trovato questo video: vedi.
ctenoforo
Ho scoperto che questo fenomeno, molto raro sulla terra ferma (ne sono esempio le lucciole o gli omphalotus olearius), nell'oceano è praticamente vero il contrario, in alcuni luoghi fino l'80% e il 90% degli animali e delle piante è in grado di emettere luce.
Mi ha colpito in particolare un pesce (di cui purtroppo però non ho scoperto il nome) che vive in profondità dell'oceano che utilizza la bioluminescenza per cacciare. Questi ha tre 'fari' luminosi uno emette luce blu, visibile a praticamente tutti gli animali marini, e due emettono luce rossa, invisibile alla maggior parte dei pesci. A volte spegne il 'faro' blu e si orienta nell'oscurità con quello rosso riuscendo a cacciare senza essere visto. 
Gamberetto che 'spara' luce
Molti animali usano la bioluminescenza per cacciare, altri per cercare il partner altri ancora per difendersi. Ad esempio esiste un così detto sistema d'allarme che si attiva quando l'animale è in pericolo e attrae altri predatori o animali più grossi che possano attaccare o infastidire il predatore dando così un'occasione all'animale catturato per scappare.
Altri ancora accecano o confondono il loro predatore spruzzano come i polpi al posto che inchiostro della luce, a volte si tratta proprio di vere e proprie cellule complete (come in foto). 
dal film 'Avatar'
Credo che questo mondo praticamente sconosciuto sia molto affascinante per chiunque, quasi parte di un'altro mondo lontano da noi, nel video Edith Widder dice che probabilmente è stato questo aspetto del panorama marino a ispirare il mondo di Pandora nel film Avatar di James Cameron.

giovedì 5 settembre 2013

Recensione di un blog?!


Non credo di essere capace (ne esattamente so cosa voglia dire) recensire un blog, quindi vi fornirò alcuni titoli di blog, con i rispettivi link, cercando di riassumerne in poche parole il contenuto o la tematica che essi trattano.


Il primo che ha attirato la mia attenzione è stato inbiochem, di Giuseppe d'Anna, tratta di vari argomenti di biochimica, innovazioni e scoperte scientifiche (soprattutto nel campo medico, come cellule staminali e tumori), fisiologia e alcuni post riguardanti l'ambiente.

Naturamatematica, invece, è un blog dove si mischiano matematica e biologia: oltre a scoperte scientifiche e post riguardanti particolari animali e vegetali (come il Amorphophallus titanum o i vermi di velluto), ve ne sono altri che parlano di geometria e matematica.

Un blog non completamente divulgativo, ma comunque importante, è scienceforpassion, di Tania Tanfoglio. Contiene moltissimi esercizi e quesiti di genetica con relative correzioni e spiegazioni.

E per ultimo, a non per importanza, un blog di cui ci ha parlato molto spesso il nostro professore: prosopopea, di DoppiaM.

Alcuni tra questi blog li ho presi da il chimico impertinente dove vi è una lunga lista di blog trattanti biologia, matematica, chimica e molto altro.